Zen and the art of circles
guida definitiva al volo in termica, Cross country magazine
Bob Drury
(trad. Tiberio Galletti)
28 dicembre 2006
Indice
Parte I
Zen and the art of circles, parte I
La mia personale iniziazione all’oscura arte del termicare iniziò al mio decimo volo.
Su un decollo francese il mio mentore Keith mi dette le istruzioni.
«Quando il tuo vario inizia a sonare, conta fino a quattro e attaccati
ad un comando»
Armato di questo prezioso gioiello decollai nelle termiche di mezzogiorno ed iniziai a
salire in linea diritta contando lentamente nella mia testa. A quattro scelsi la mia
direzione e tirai il comando più forte che potevo. Al mio quarto tentativo del giorno
mi resi conto che stavo facendo qualcosa di sbagliato. Certamente qualcuno potrebbe
aver tirato in ballo la forza di gravità? C’era qualcosa che sfuggiva al controllo
delle mie dita. Il volo in termica implica qualcosa di più sottile di ciò che
immaginavo. Dopo altre venti spirali discendenti mi trovai in atterraggio
frustrato e un po’ disgustato, ma pronto per il prossimo impagabile consiglio di
Keith.
«Penso che voli un po’ troppo veloce. Prova a tenere di più il
comando esterno»
Come la Guida alla Galassia di Hitchhiker porta ad una così assoluta e succinta sintesi
dell’intera popolazione del pianeta terra come “principalmente inoffensiva”, le poche
parole che Keith mi ha dato quegli anni passati realmente racchiudevano l’essenza
del volo in termica e la sua forma elementare; compi dei giri per restare
nell’ascendenza, e vola lento per starci il più possibile. Il giorno successivo feci invece
spirali lente quando il vario suonava e coprii 25 chilometri in due ore. Fu
stupefacente, ero felice, ma posso dire che era più di questo che Keith intendeva. Ho
raggruppato delle informazioni attraverso sia la mia esperienza che quella degli
altri in giro per il mondo. Quello che ho scoperto è che non c’è una rigida e
veloce serie di linee guida da seguire, ma un miscuglio di opinioni e regole
che talvolta si smentiscono a vicenda. “Come termicare” sembra come un
argomento vasto con pochissime regole vere che possono essere rigidamente
applicati nella realtà. Quindi invece di fare ulteriori supposizioni abbiamo
riunito tutte insieme le parole e i suggerimenti da parte dei migliori piloti del
mondo nel tentativo di trasmettere nei più piccoli dettagli lo Zen del giro in
termica.
Prima di cercare il modo per sfruttare la termica devi trovarne una. Le
termiche sono invisibili, quindi la loro ricerca è normalmente un processo di
impilamento di probabilità in tuo favore. Io insegno ai piloti il sistema “cinque
stelle” di valutazione per aiutarli ad aumentare le probabilità di trovare una
termica. E’ un sistema semplice che assegna un punteggio al posto in cui stai
considerando di andare a cercare una termica, basato in quante delle seguenti
caratteristiche puoi trovare là: insolazione, vento, paesaggio, nubi, uccelli e
parapendii.
Esaminiamo da vicino ognuno di questi indizi per capirli meglio.
1 il Sole
E’ il nostro carburante. Senza di lui non c’è nessuna radiazione, nessun calore e
nessuna termica. Se stai volando in un giorno con nubi e ombre, il terreno sarà
scaldato nelle aree assolate e non in quelle in ombra. Anche se l’ombra al suo
passaggio può innescare il distacco dell’aria calda dal suolo, come regola generale
l’ombra è una zona abbastanza povera per ogni uccello o mezzo aereo che sfrutti le
correnti ascensionali. L’ex due volte campione del mondo, Rob Whittal, una
volta mi disse quando lo misi sotto pressione per avere il suo consiglio più
importante,
«se sei nel sole difficilmente non andrai lontano»
Assegna alla tua potenziale sorgente termica una stella se sta crogiolandosi sotto al
sole.
2 il vento
Non solo crea l’ascendenza dinamica sul pendio, che prolunga il tuo volo
e aumenta radicalmente le tua possibilità di salire; ma anche trasporta le
termiche lungo il terreno e su per il pendio fino alla sommità, punto in cui si
staccano. In un sistema prettamente montano soggetto ai venti di valle e ai
flussi anabatici potresti sempre ricordare che sono questi venti più bassi che
trasportano l’aria riscaldata dalla valle fino alle montagne, il vento meteo
è spesso di poca importanza a meno ché tu non sia molto sopra. Potresti
studiare la forma della valle sotto ed immaginare un enorme fiume che sta
lavando la valle dal basso verso l’alto. I posti in cui il tuo fiume batterebbe sul
paesaggio e sarebbe forzato a salire sono sempre punti buoni in cui cercare le
termiche.
Nelle pianure le cose funzionano in modo leggermente diverso. Il vento soffia
l’aria calda lungo il terreno fino a che raggiunge un punto d’innesco come un
fiume, una fila di alberi, una strada o semplicemente un’ondulazione del
paesaggio in cui la termica si stacca ed inizia a salire. Ricorda che l’aria calda è
leggera, galleggia, e non scenderà mai giù per una collina, se il suolo scende la
termica si stacca. Bighellonare un po’ sottovento al punto d’innesco è un
buonissimo trucco per il volo di pianura. Se il prossimo posto su cui vuoi andare
ha sole e vento allora stai scegliendo un posto a due stelle. Scegli quello
se non hai di meglio a portata di volo, ma non è ancora un certificato di
morte.
3 paesaggio
Né il sole né il vento produrranno ascendenze senza un paesaggio con cui interagire.
Nelle pianure la capacità del paesaggio di assorbire il calore del sole è cruciale per la
generazione delle termiche. Le cose scure si riscaldano meglio che le cose chiare.
Indossa una t-shirt nera in una giornata assolata per dieci minuti e poi cambiala con
una chiara ed avvertirai istantaneamente la differenza. Una zona scura nel paesaggio,
come un campo arato da poco, circondato da freschi prati riscalderà molto
più velocemente dei campi circostanti. Ma non è solo il colore ad essere
importante, anche la struttura e l’aspetto giocano il loro ruolo. Le bolle d’aria
si staccano o scappano lontano più facilmente da una superficie liscia che
da una ruvida che, come la stoppia in un campo recentemente trebbiato,
può avere un effetto Velcro sull’aria riscaldata. Anche se ci mette di più a
riscaldarsi manterrà per più tempo il calore che una superficie liscia, che rilascia
velocemente e frequentemente, quindi spesso produce una bolla d’aria più calda.
A Piedrahita, nella Spagna centrale, puoi spesso sperimentarlo; cacciare
intorno alle zone scure rocciose non produce niente mentre frequentemente
un tuffo fuori verso i campi dorati della pianura ti vede balzare su fino a
base.
In montagna il colore e l’aspetto del paesaggio è molto meno importante che la
sua esposizione al sole. Se un pendio è esposto direttamente al sole assorbe il
massimo delle radiazioni e produce delle buone termiche. La rotte XC più
sfruttabili, oppure le grandi linee, sono nella più forte esposizione al sole
per tutto il giorno. Iniziano nelle facce est e si muovono girando alle facce
sud per il primo pomeriggio e infine usano le facce ovest fino alla fine della
giornata. Recarsi su una faccia ovest troppo presto è spesso una ricetta per un
precoce atterraggio, come è provare a tornare indietro nella sera lungo le facce
est.
Che tu sia in pianura o basso tra le montagne. se il paesaggio davanti è favorevole
allora aggiungi una stella. Un costone scuro roccioso che è esposto al sole ed al vento
è una scelta a tre stelle e a meno ché tu abbia un’alternativa sbalorditiva a portata di
mano, fuggire da questa sarebbe imprudente.
4 nubi
Un cumulo è semplicemente la parte visibile della termica. Se c’è una nube
cumuliforme là, allora là c’è una termica, perché le nubi cumuliformi sono
formate esclusivamente da aria ascendente. E’ una delle più difficili regole
del volo XC da seguire, perché spesso altre nubi cospirano contro di te e ti
attirano lontano. I cumuli potrebbero formarsi in zone strane, lontano da
dove normalmente ti aspetteresti di vederli, oppure potresti attraversare un
cumulo al centro della valle senza che abbia nessuna ragione per essere là. Non
importa se contrasta con tutte le tue conoscenze e tutto ciò che hai imparato.
Non importa se non hai la più pallida idea di cosa la sta causando e del
perché è lì. Le nubi cumuliformi si formano solo a causa dell’aria che sale. Se
là c’è un Cu, là puoi salire. Mi sono spesso obbligato ad allontanarmi dal
percorso pianificato, oppure mi sono fiondato in un posto che appare stupido
secondo ogni altra regola, perché un Cu ha iniziato a formarvisi vicino e mi ha
mostrato dove l’aria stava realmente salendo. Allo stesso modo, sono atterrato
chiedendomi il perché una cresta soleggiata non rendeva per poi realizzare di
aver ignorato un’inspiegabile strada di Cu che era praticamente di facile
raggiungimento. Questa è l’unica regola del volo XC che devi seguire religiosamente.
Castrare il tuo volo planando in un’area priva di nubi in un giorno in cui Cu si
stanno formando altrove è folle, e vi condannerà ad atterrare o ti metterà nei
pasticci. Se la tua prossima destinazione ha sole, vento, buon paesaggio e
una nube è una scelta a quattro stelle e ed hai praticamente la garanzia di
salire.
5 uccelli e parapendii
Se hai a che fare con una zona a quattro stelle c’è una sola cosa che può darti
ulteriori conferme della presenza di una termica ed è la visione di qualcuno o
qualcosa che ci sta salendo dentro. Ignora una zona a cinque stelle sempre, e
solamente, se puoi vedere un’altra zona ad alto punteggio ben raggiungibile avanti a
te lungo il tuo percorso.
Il sistema “cinque stelle” è un metodo ragionevolmente preciso di decidere il
potenziale della tua prossima zona. Comunque, volare è un’arte molto fluida. Il cielo
cambia e si sviluppa continuamente ed il buon pilota XC continuamente valuta ciò
che vede ed aggiorna la sua immagine mentale del cielo d’avanti a lui. Ho chiesto ad
uno dei migliori piloti britannici, Adrian Thomas, le sue linee guida per la ricerca
delle termiche. Vivendo nelle pianure dell’Inghilterra centrale, Adrian fa molti voli di
pianura e mi ha dato un’affascinante visione del suo metodo di ricerca delle
termiche e di cosa passa per la sua mente durante una buona giornata di volo
XC.
«Innanzitutto è veramente importante essere capaci di disegnare la
forma di una termica. Tutte le termiche lasciano il terreno con un
vortice dalla testa a forma di fungo che sale verso l’alto trascinandosi
dietro una coda. La coda rimane attaccata al suolo fino a quando
c’è aria calda ad alimentarla e poi si stacca e accelera verso la testa.
Il più veloce tasso di salita è nella coda che accelera, che è il motivo
per cui puoi talvolta salire velocemente sopra ai piloti che ti erano
sopra solo fino a pochi minuti prima. Ma devi volare molto bene
per rimanervi dentro altrimenti la coda accelerando ti supererà e ti
lascerà nella discendenza sotto di lei.»
« In quota uso le nubi per cercare le termiche. Durante i trasferimenti
spalanco gli occhi verso le nubi alla ricerca di posti in cui gracili
filamenti si stiano formando alla base e siano succhiati dentro. I
filamenti da soli non sono buoni (potrebbero essere semplicemente
la rimanenza di una nube evaporata) è il movimento verso l’alto che
conta.»
«A mezza-altezza, metà strada tra nubi e suolo, decido il mio percorso tra
sorgenti a terra e nubi, e localizzo le termiche sentendo la turbolenza e le
modalità di deriva. Raffiguro le termiche come delle bolle d’aria con in
testa un vortice dalla forma di ciambella, ed una lunga coda trascinata
dietro (vedi la figura 3). Solitamente non si incontrano ciambelle a meno
ché non si incontri la sommità estrema della termica (se c’è una nube, è
là che è il vortice a ciambella). Invece noi incontriamo la lunga
coda.»
«Nella coda l’aria è tirata nella colonna termica ascendente. Ciò
significa che c’è uno spostamento verso il core della termica, ed
allo stesso tempo che l’ascendenza generalmente aumenta con
l’avvicinarsi al core. Che significa in linea di massima che l’ala
vicinissima al core salirà più velocemente rispetto all’ala più
lontana dallo stesso. Il differenziale di salita causerà all’ala un
rollio ed un’imbardata di allontanamento dal core, ma anche la
deriva verso di lui. Per trovare le termiche a mezza altezza è
essenziale essere molto, molto cosciente della tua direzione e degli
effetti del cambiamento di direzione e dello scarroccio che l’aria
esercita sulla vela. Combatti le tendenze al rollio ed al cambio di
direzione, ma vai con la deriva. Usa i comandi per volare dritto ed il
flusso ti porterà dentro verso il core. Ricorda la regola: “rollio a
destra, imbardata a destra, deriva a sinistra, il core è alla tua
sinistra”»
«Questo si riferisce ai flussi perfetti, ma le termiche sono bestie turbolente
con ascendenze e discendenze combinate nel flusso intorno a loro. In
generale, a mezza-altezza, nella mia esperienza, la turbolenza si sente
come se si propagasse fuori dal nucleo come le ondulazioni di uno
stagno (vedi figura 4). Queste “onde” come disturbi possono fornire
informazioni in merito a dove è la termica -se colpisci le “onde” ad un
angolo allora influenza per prima una parte della vela. Girando
verso questo lato ti dirigerai verso il core della termica. Trovare
termiche attraverso il metodo della turbolenza è difficile e talvolta
ciò arriva solo con la pratica ed una buona immagine mentale
della forma della termica. Comunque, una volta riuscitoci aprirai
una nuova porta nel tuo volare e il tuo termicare salirà di un
livello.»
«Quando sono basso decido il mio percorso secondo le caratteristiche del
terreno. Presto ancora attenzione alla posizione delle nubi e cerco di
posizionarmi simultaneamente sopra un punto d’innesco a terra e sotto
una nube abbastanza grande e attiva. Più sono basso e più attenzione
presterò alle caratteristiche del terreno come alture, sole, campi, differenze
nel materiale e cose che si muovono come automobili o bestiame che possa
innescare l’aria calda prossima al terreno. E’ quando sei basso
che hai maggior probabilità di incontrare una cupola a forma
di fungo di una termica piuttosto che la relativa coda rotante.
Se ti succederà sperimenterai una differente serie di sensazioni
dall’aria.»
«Immagina una mongolfiera che sale e ti colpisce da sotto. Avvertiresti
un’improvvisa ascendenza appena ti colpirebbe ma poi scivoleresti via
dalla cupola della mongolfiera, lungo un lato.»
«La deriva può essere molto forte mentre il rollio e l’imbardata
potrebbero essere relativamente deboli. Sembra come se tu fossi afferrato
dalla mano di un gigante e tirato fuori da un lato. Se ottieni la
combinazione di rollio, imbardata e deriva che vanno tutti nella stessa
direzione allora sei sopra la testa della termica e devi contrastare rollio,
imbardata e deriva e girare verso di loro per trovare il core. Il core sarà
difficile da centrare, e salirai ad un tasso minore del solito -al reale tasso
di salita della termica nella sua interezza, piuttosto che quello della coda
che sale nell’ascendenza-. Ancora, tu sei nell’ascendenza al suo inizio,
quindi ti aspetti di andare alto quanto l’ascendenza. Quando colpisci la
sommità della termica la regola è differente da quando colpisci la
coda; in questo caso invece la vela si muove in rollio a destra, in
imbarda a destra, ma deriva a sinistra, allora il core è alla tua
sinistra.
La ricerca delle termiche è una delle più grandi capacità che devi sviluppare come pilota
e vale la pena spendere un bel po’ di tempo nel suo perfezionamento. Godfrey
Wenness, ex detentore del record mondiale ci ha consegnato le tecniche di
allenamento che usa per aiutare i piloti a familiarizzare con quelle esatte sensazioni
che Adrian ci ha appena descritto.
«Innanzitutto quando ho iniziato a volare ero solito sperimentare la
salita in una termica domestica per qualche centinaia di metri per
poi volare fuori e lontano per 5-10 secondi. Poi tornavo indietro e
la cercavo di nuovo prestando attenzione al modo in cui la vela si
comportava avvicinandosi alla termica. Senti beccheggio, imbardata
e rollio e nota come cambiano quando ti avvicini da differenti angoli,
altezze, e direzioni del vento. Facendo questo di nuovo ed ancora di
nuovo ti insegnerà a capire cosa senti quando ti avvicini alla termica,
come entrarci e qual’è il miglior modo di girarle per rimanerci
dentro.»
Il progettista della Airwave, tre volte campione UK e attualmente vice campione
europeo, Bruce Goldsmith aggiunse qualcos’altro a questo quando mi disse:
«Nota ogni sottile cambiamento di velocità all’aria e a terra così potrai notare
un picco della velocità a terra quando inizierai ad essere succhiato verso la
termica.»
Il due volte campione UK, collega e compagno di squadra di Bruce, Russel Ogden
completa la teoria:
«Fa’ sì che la vela segua il suo percorso naturale e vada con il flusso
d’aria piuttosto che forzare la vela ad andare dritto»
La ricerca della termica è un’arte simil-Zen che fonde tutti i tuoi sensi con la tua
comprensione di fluidodinamica e meteorologia. Comprendere come sole, aria e
paesaggio interagiscono per creare l’ascendenza è solo metà della storia, la
consapevolezza di tutti gli aspetti dei movimenti della tua vela e la posizione
nell’aria, sia verticale sia orizzontale, è anch’essa cruciale per la raffigurazione
mentale di cui abbiamo bisogno per visualizzare l’aria attorno a noi. I nostri
strumenti dovrebbero limitarsi ad una mera conferma di ciò che i nostri sensi ci
stanno dicendo.
Parte II
Zen and the art of circles, parte II
6 usare i movimenti verticali dell’aria
Perché gli uccelli volano compiendo cerchi? Dove sarà il core della termica? Bob
Drury ci fornisce alcune dritte sulle tecniche usate in termica dai migliori piloti del
mondo, nella parte finale di Cross Country magazine presentiamo la guida definitiva
al volo in termica.
E’ uno dei momenti di maggior eccitazione sensoriale nella vita di ogni pilota.
Dubito che qualcuno che l’ha sperimentato possa mai dimenticarselo. Il tuo cuore
martella, ti sudano le mani e la tua bocca diventa secca. I cordini dei freni diventano
tirati e la forza della tua preda è sufficiente per sbalzarti violentemente da
una parte. E’ come pensare che tu abbia appena agganciato il tuo primo
grande pesce ed ora si stia dimenando e divincolando all’altro capo del filo.
Precisiamo il fatto che non è un settimanale di pesca che stai leggendo e
quello di cui sto per parlare non sono animali vivi. Hai preso la tua prima
termica vera e propria, amo filo e piombo; quello che devi fare è assicurarti
che non scappi via. I secondi seguenti sono tanto inebrianti quanto pieni di
indecisione: sinistra o destra, agganciarlo con un colpo forte, tirare gentilmente o
semplicemente dargli filo per farlo andare più a fondo? Per darti le maggiori
possibilità di prenderlo devi avere una buona idea sulla forma, la dimensione e
l’aspetto della termica. Dove sono le parti più forti, le parti più deboli ed i
bordi?
Le termiche sono difficilmente fatte da ascendenza omogenea. La terra da cui ha
origine la termica potrebbe essere più calda e più fredda in punti diversi così la
termica avrà dei punti caldi e dei punti freddi. I punti più caldi salgono più
velocemente dei freddi e formano i cori. La maniera più veloce di salire in termica è
quella di stare costantemente nella parte più calda della massa d’aria visto che è
quella che sale più velocemente. In un ambiente privo di vento, i cori sarebbero
disegnati al centro della termica (figura 5); comunque, nella realtà siamo raramente
in un contesto senza vento. Inevitabilmente soffierà una brezza di valle o un vero e
proprio vento meteo che influenzerà la struttura della termica e quindi i cori non
saranno necessariamente nel centro dell’ascendenza. Invece il vento darà alla
termica una forma simile a quella di una lacrima. Più la termica è potente e
meno è influenzata dal vento. L’ascendenza più debole è più influenzata
dal vento orizzontale e si inclina a favore di vento (figura 6), lasciandosi
la zona di maggior ascendenza sopravento. Questo è il motivo per cui, nei
giorni ventosi, i buoni piloti cercano le termiche un bel po’ fuori dal pendio.
Inoltre, poiché in realtà la termica ha una massa d’aria per conto proprio,
il vento meteo sale sulla faccia frontale dell’ascendenza come se fosse un
pendio e crea ascendenza dinamica. Questo è il motivo per cui spesso si
può salire in dinamica a fianco di un cumulo e perché i pileus si formano
sopra la sommità delle nubi quando il vento accelera sopra di loro. (figura
7).
Ma prima che tu possa preoccuparti di cercare il core della termica, devi entrarci
sufficientemente da poter fare un 360 senza uscirne fuori. Per fare questo molti piloti
usano la regola del contare quattro cose. Quando colpisci la termica continua ad
andare a diritto dicendo “una banana, due banane, tre banane, quattro!” Se sei
ancora nella termica quando arriva la quarta banana allora è grande abbastanza da
poter esser girata e sfruttata.
Ma in che modo vai ad impostare il primo giro? I parapendii reagiscono
differentemente quando entrano in termica a seconda dell’angolo con cui vi entrano.
Al primo approccio non puoi esser sicuro di sapere perfettamente dov’è la
termica rispetto a te o che forma ha. Quindi è meglio usare le seguenti linee
guida.
La cosa iniziale e principale dovresti provare a disegnare un 360 di prova, a meno
ché tu non sia troppo basso e lontano controvento dall’atterraggio con vento forte,
più che fare degli “otto” appena incontri la termica. La ragione per cui gli uccelli
girano senza sforzo in cerchio sopra alla tua testa in un giorno soleggiato è perché
questo è il modo più efficiente di volare e il miglior modo per non perdere traccia
della termica. Il campione britannico e collaudatore della Ozone, Russel Ogden, mi
disse:
«se sento un grande strattone in un lato allora quello è ovviamente
il lato verso cui girare, ma se non sono sicuro e sento che potrei
andare in entrambe le direzioni girerò da una parte per un paio
di secondi poi rigirerò dalla parte opposta, proprio come farei se
stessi guidando intorno ad una rotatoria. Adesso sono nella posizione
giusta per girare il centro della termica senza cader fuori nell’aria
discendente intorno.»
Se hai colpito la termica mentre eri in dinamica lungo un pendio allora dovrai pensare
anche a mantenerti sicuro in relazione all’atterraggio. Gira dalla parte opposta
rispetto al pendio ed allontanati perlomeno quanto possa permetterti di
compiere un 360 senza colpire il pendio. Il primo giro è spesso il peggiore che tu
abbia mai fatto in termini di rollio e la vela spesso pendolerà dietro di te
dopo i primo 180 gradi e ne uscirà con poca energia per compiere il giro.
Muovere velocemente i comandi in alto per riportare la vela di fronte a te può
sembrare innaturale visto lo scenario che ti si presenta di fronte, ma devi
restituire energia alla vela e dargli la velocità per poter sostenere il giro. Fatto
il primo 360 la vela si stabilirà in una maniera più regolare e lo scenario
non sembrerà arrivarti in faccia così velocemente ogni volta che l’avrai di
fronte.
Una volta gestiti completamente tre 360 di fila in salita costante facendo sonare il
vario per tutto il tempo è il momento di iniziare ad esplorare e cercare l’ascendenza
più forte. Se non sospetti che ci sia troppo vento allora un semplice modello di ricerca
funzionerà. Quando colpisci una parte più forte durante il tuo percorso circolare
raddrizza leggermente e premi più forte questa strada per un momento prima di
ristringere nuovamente. Ogni volta che fai questa cosa dovresti spostarti più vicino al
core (figura 8).
L’ex detentore del record mondiale, Godfrey Wennes, mi disse
«Noi insegniamo ai nostri studenti a ’seguire il suono’ del loro vario
per intrappolare la termica. “Vola per sentire e mantenere il vario al
massimo”. Vola dritto se il suono aumenta e gira se inizia a diminuire.
Impara i toni e imposta i ritardi acustici per anticipare il centro
del core (suono massimo). In molti casi di forte ascendenza/core
devi girare prima che il picco si verifichi altrimenti lo supererai e
dovrai fare una virata scomposta per riguadagnarlo. La pendolata
del parapendio può anch’essa influenzare il suono - sii consapevole
che una virata improvvisa e più stretta incrementerà il tono per un
momento dandoti l’impressione di aver centrato il core, questo è
dovuto al tuo salire rispetto alla vela»
L’avvertimento di Godfrey
«il pilota inesperto cadrà in questo errore ogni volta in cui il
termicatore costante (stabile) lo supererà»
Se invece c’è del vento devi trovare il lato sopravento/dominante della termica così
potrai localizzare l’ascendenza più forte trovando il core e l’ascendenza dinamica del
vento che scorre verso l’alto sul lato frontale della termica. Se vai dritto
per un momento, ogni volta che hai il vento contro ti approssimi al lato
sopravento/dominante, e alla miglior ascendenza. Raggiungendo il lato sopravento
della termica avvertirai probabilmente un aumento dell’ascendenza incontrando
l’ascendenza dinamica del vento, obbligato a salire dalla termica, ma poi se andrai
troppo avanti, cadrai nella discendenza. Uscire da una termica dal lato sopravento
non sarà mai così brutto quanto farlo dal lato sottovento ma se succede
vira velocemente e torna indietro col vento a favore. In confronto l’uscita
dal lato sottovento della termica è molto peggiore. Allora cadrai in una
discendenza pesante e dovrai virare indietro contro il vento e volare lentamente
attraverso la discendenza con lo scopo di andare in una debole ascendenza
(figura 9). Ogni qual volta vedi qualcuno uscire dalla tua termica e sembra
allontanarsi in caduta libera, verificherai di solito che è uscito dal lato sottovento
dell’ascendenza.
Quali sono i meccanismi reali di ciò che stiamo tentando di fare? Qual’è il miglior
modo per controllare la tua vela ed ottenere il massimo da lei quando fai dei cerchi?
Hugh Miller, ex campione britannico e vincitore del World Air Game 1997, offre
questi consigli:
«smorza i movimenti con il freno esterno. Prova e mantieni la vela
calma e stabile sopra di te. Mantieni l’angolo di rollio il più possibile
costante con lo spostamento del peso controllando i tuffi della vela
con rapidi colpi al comando esterno, tenendoli quando necessario,
esaminando ed inclinando sempre il cerchio. Non farti sbeffeggiare
dalla termica. Vola attivamente»
Russel Ogden dice:
«devi saper girarla stretto oppure cambiare senza sforzo in un dolce,
languido giro. Un errore comune che i piloti compiono è quello di
non stringere sufficientemente la termica. Devi avere la confidenza
tra le tue capacità per essere capace di inclinare la vela e obbligarla
a fare dei giri stretti non appena hai centrato il core e questo può
essere difficile visto che l’aria nel core può essere molto turbolenta.
E’ importante conoscere la propria vela ed essere capaci di usare il
beccheggio e l’energia per ottenere il rollio giusto senza incorrere in
un negativo»
«Se voglio andare un po’ a diritto durante il 360, mantengo lo
spostamento del peso ma uso un tocco sul freno esterno. Questo cambia la
direzione senza raddrizzare troppo la vela. Quando sono pronto a
continuare il 360, rilascio l’esterno e riparto con l’interno. Questo metodo
non crea troppo inutile rollio e sei sempre pronto a ristringere perché il
tuo peso è già pronto.»
Russell aggiunge,
«più la termica è aggressiva nei miei confronti, più io volo
aggressivamente. Più la termica è dolce, più io volo delicatamente,
tenendo il comando come se fosse un fragile bicchiere di vino che non
posso rompere o versare»
Usando il freno esterno per variare il raggio dei tuoi giri, puoi iniziare ad esplorare la
termica, e l’esplorazione è tutto. Il triplo vice campione britannico. Innes Powell, una
volta mi disse,
«se fai due 360 allo stesso modo ti condanni a scendere. Hai perso
un’opportunità di avere altre informazioni dalla termica»
L’attuale campione mondiale femminile, Louise Crandal, sostiene che tu debba aprire la
tua mente a tutte le informazioni disponibili:
«E’ importante essere consapevole di ogni cambiamento nell’aria.
Quando vedi un segno di maggior ascendenza altrove reagisci e
cambia metodo per prenderlo»
«Mentre sto termicando porgo tutta la mia attenzione a odore,
temperatura, cambiamenti della direzione del vento e, certamente,
tutte le informazioni che mi trasmettono vela e vario. Cambio
senso di rotazione ogni volta che ha senso e mi muovo nel
cielo in una constante ricerca di un’ascendenza migliore. Sembra
stancante ma non lo è. Gli avvoltoi dormono mentre termicano e
noi possiamo fare lo stesso. Quando accadrà il nostro stile di volo
diventerà semplicemente come guidare una bicicletta, ma molto più
divertente»
Louise, che ha personalmente allenato un’aquila delle steppe che vola con lei, conosce
esattamente quanto possiamo imparare dagli uccelli.
«Segui gli uccelli. Sono i maestri del cielo, quindi fa’ quello che fanno
loro. E’ semplice come quello! Ho dovuto smetterla di pensare nel
modo che mi ero allenata a fare per anni e semplicemente seguire.
Improvvisamente mi sono trovata a termicare meglio di prima. Ho
realizzato che gli uccelli non compiono cerchi. Girano in termica
ma mai in 360 netti. Ogni singolo giro è differente e costantemente
regolano e si spostano verso il punto in cui la termica è più forte
oppure si spostano anche un paio di centinaia di metri di lato per
cercare un’ascendenza migliore.»
«In ogni caso in cui tu abbia una possibilità di volare con un uccello
prova a seguirlo più da vicino possibile. A seconda del tipo di uccello
che incontri lui proverà ad allontanarsi da te, ma anche se sceglie di
abbandonare la termica, se hai quota merita seguirlo. Gli uccelli che
volano in dinamica stanno in ascendenza quanto è possibile, anche
con noi parapendisti sulla loro coda, così c’è sempre qualcosa da
imparare»
Infatti, i buoni piloti vogliono sempre di più dalla termica quindi la esplorano per
tutto il tempo. Spesso non stringono molto il core perché distratti dallo
schiamazzante bersagliare della parte migliore dell’ascendenza. Lo fanno
stando attenti a tutte le informazioni che possono ottenere. Se vedono un
uccello o un altro parapendio salire meglio di loro, volano a diritto sopra di
loro e sfruttano la migliore ascendenza. Condividere una termica richiede
l’accettazione da parte di tutti i partecipanti che le loro possibilità di spostarsi
ovunque vogliono nella termica è compromessa. Comunque, le informazioni
ulteriori che tutti i piloti che galleggiano intorno a te possono dare sono
inestimabili.
L’arte del volo in termica è tutto un insieme di mappa mentale, attenzione alle
nuove informazioni, decifrazione delle sensazioni che da la propria vela ed
esplorazione della termica. Per padroneggiarla sono richieste una buona mappa
mentale dell’aria o poi molta molta pratica per familiarizzare con le sensazioni che la
vela e la termica danno.
7 consiglio: come entrare in una termica occupata
Entrare in una termica occupata è come salire in una giostra a terra. Se provi e salti
dritto in mezzo, o peggio ancora, al contrario del flusso, potresti causare una
carneficina. Invece gira intorno all’esterno della giostra fino a quando non trovi uno
spazio libero o te ne viene offerto uno da qualcuno, quindi prendi il tuo posto
silenziosamente.
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questo testo può essere diffuso liberamente a patto che ciò sia fatto senza fini di lucro, non sia apportata alcuna modifica a forma e contenuto e siano citati i nomi di autore (Bob Drury) e traduttore (Tiberio Galletti) nonché le fonti dell'articolo in lingua (www.xcmag.com) e della versione tradotta (www.sulparapendio.it)
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